vitigno_cantina_stroppiana

Dolcetto

Presente sin dal 1300 nelle Langhe

In queste zone è un vino di grande diffusione, infatti nel solo Piemonte si contano almeno sette denominazioni di origine, sia DOCG che DOC, interamente basate su questo vitigno; da vini rossi asciutti (contrariamente al nome), morbidi, gradevoli, profumati. Qualcuno ritiene che il Dolcetto abbia avuto origine sulle colline del Monferrato. Proprio qui troviamo la prima citazione in una commedia astigiana dove una fantesca, tra le altre cose, chiede in cambio delle sue prestazioni un "dossèt" di Mongardino. Altri sono dell'opinione che il suo terreno di nascita sia stato la Liguria dove è conosciuto con il nome di Ormeasco e che si sia fatto strada in Piemonte durante i numerosi scambi commerciali interregionali che hanno avuto luogo nel Medioevo. Al di là delle sue origini, la zona di produzione di questa varietà è tuttora limitata al Piemonte e alle regioni confinanti della Liguria e della Valle d'Aosta.

Il Dolcetto d'Alba

Nelle tante interpretazioni che il Piemonte offre del Dolcetto, i vini prodotti ad Alba con quest'uva sono certamente i più diffusi e i più conosciuti. Il Dolcetto d'Alba è prodotto nelle terre che si trovano sulla destra del fiume Tanaro, in quella parte di territorio dove si pratica anche la coltivazione delle celebri nocciole. E' una varietà che matura in anticipo rispetto alle altre uve della zona e la vendemmia è solitamente effettuata verso la metà di settembre. La coltivazione del Dolcetto è solitamente svolta in

La coltivazione del Dolcetto è solitamente svolta in terreni calcarei marnosi, in zone collinari comprese fra i 250 e i 600 metri di altitudine. In accordo al disciplinare di produzione, il Dolcetto d'Alba si ottiene esclusivamente da questa varietà d'uva, deve avere un volume alcolico minimo di 11,5% e non sono previsti tempi minimi di maturazione prima della commercializzazione. Qualora il volume alcolico del vino sia superiore al 12,5% e maturato per almeno un anno, il Dolcetto d'Alba può riportare in etichetta la menzione “superiore”.

Caratteristiche del Dolcetto

Il nome "Dolcetto", può portare confusione: infatti il vino non è dolce. Dolci sono invece gli acini che un tempo servivano addirittura per la cura dell'uva. Il Dolcetto coltivato in montagna e in alta collina tende a produrre vini eleganti e delicatamente profumati, mentre il Dolcetto della pianura tende ad essere più robusto e ad avere una gradazione leggermente più alta. In genere i Dolcetto sono vini freschi, fruttati e fatti per essere bevuti tra i due e i quattro anni dalla vendemmia. Alcuni produttori, tuttavia, scelgono di fare vini più concentrati e adatti all'invecchiamento. Il Dolcetto ha come caratteristica intrinseca un'acidità modesta e un tannino poco evidente e presenta bouquet di profumi suadente, risultando anche molto gradevolmente morbido al palato. Questa morbidezza si accompagna bene alle intense note fruttate presenti al naso e come persistenza gusto-olfattiva. Vino per il pasto di tutti i giorni sulle tavole Piemontesi, il Dolcetto permette comunque di ottenere comunque vini eccellenti e ricchi di piacevoli sorprese per il degustatore. Dal Dolcetto si producono vini di struttura e complessità di tutto riguardo anche senza l'affinamento in legno per il quale questo vitigno non ha una eccellente predisposizione, vista la morbidezza, la ricchezza e la complessità olfattiva dei vini che se ne ottengono. Il Dolcetto dà vini di colore rosso rubino molto intenso, quasi impenetrabile, con sfumature porpora

spesso accentuate dal fatto che i vini raggiungono la degustazione in genere molto giovani. La consistenza è sempre molto buona. In alcuni casi si può notare, durante la mescita, la formazione di una moderata schiuma colore porpora. E' un vino intenso e complesso al naso, caratterizzato da profumi fruttati e floreali, con immediati riconoscimenti di ciliege e more, ed inoltre spesso anche prugna, fragola, lampone e mirtillo, ma anche violetta, rosa rossa e ciclamino. In chiusura spesso è presente anche una nota amara, la mandorla. L'affinamento in legno, nei poco frequenti casi in cui si riscontra, dona al vino note terziarie eteree e speziate, piacevoli se non alterano il naturale bouquet del Dolcetto. Come già detto il nome Dolcetto non deve far pensare ad un vino dolce. Al palato è decisamente secco ed asciutto, non molto tannico, di moderata acidità, persistente con ricordi piacevolmente ammandorlati. Queste caratteristiche concorrono a renderlo un vino morbido e piacevole, di grande bevibilità, con buona persistenza e molto apprezzato dai consumatori. Per quanto detto sopra, il Dolcetto è un ottimo vino rosso da tutto pasto, si abbina con i salumi e primi piatti quali agnolotti, tagliatelle al ragù, zuppe di legumi. Come portate accompagna egregiamente i bolliti o il coniglio al forno, formaggi giovani o di media stagionatura.