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Nebbiolo

Il nobile progenitore dei più grandi rossi piemontesi

È uno dei vitigni più antichi: risale al 1200. E' il nobile progenitore dei più grandi rossi piemontesi - Barolo, Barbaresco, Gattinara - e di una schiera di altri vini in Piemonte, Lombardia (Valtellina) e Val d'Aosta. Si vinifica in purezza. E’ un simbolo della viticoltura italiana. Il Nebbiolo è senza dubbio una delle uve autoctone italiane più aristocratiche e conosciute. Sebbene alcuni sostengano che il Nebbiolo abbia avuto origine nelle zone collinose intorno alla città di Alba, documenti recenti risalenti al 1200 già lo vedono citato lungo la via Francigena che da Torino, attraverso la valle di Susa, saliva fino al Monginevro. La presenza di tanti monasteri aveva favorito la coltura della vite poiché il consumo di vino dei viandanti era considerevole. Molto spesso commercianti e pellegrini che qui transitavano portavano con sé, quali merci di scambio, barbatelle di viti: tra queste, molto probabilmente, anche quelle di nebbiolo. E' un'uva tardiva che viene raccolta verso metà Ottobre o anche a Novembre, quando la nebbia autunnale percorre le valli; proprio per questo si ritiene che l'origine del nome Nebbiolo derivi da nebbia.
Per ottenere un Nebbiolo di alta qualità è necessario che le viti vengano impiantate nei versanti delle colline con esposizione sud, sud est e sud ovest, mai nel fondovalle, al riparo dalle gelate e dai freddi di primavera. E’ sensibile agli sbalzi improvvisi di temperatura e trae vantaggio dalle oscillazioni tra giorno e notte in fase di maturazione. La ricchezza di tannini della sua buccia richiede posizioni collinari ben esposte al sole fra i 200 e i 450 m. s.l.m. in modo tale da ottenere una perfetta e massima maturazione dell’uva. Metodo antico e alternativo alla bussola per individuare le migliori esposizioni consiste nell’osservare i versanti della collina dove si scioglie prima la neve.

Nebbiolo, vitigno autoctono

Il Nebbiolo si distingue per un ciclo vegetativo molto lungo, germoglia molto precocemente e perde le foglie per ultimo: è questo il motivo per cui riesce a produrre vini di personalità molto particolare. Le zone in cui viene coltivato con successo si trovano nelle regioni più a nord dell'Italia: in particolare il Nebbiolo collinare viene ottenuto in Piemonte, mentre il Nebbiolo di montagna cresce in Valle d'Aosta e in Lombardia (Valtellina). Il Nebbiolo è il più importante vitigno rosso del Piemonte ed è la componente primaria in quattro DOCG della regione. Le vigne più famose sono oggi in Langa, dove i il terreno è in massima parte calcareo, con aggiunte variabili di sabbia e creta. C’è anche qualche vino prodotto in altre parti del mondo, con risultati molto particolari, a volte stravaganti e non sempre di interesse. Motivo questo per cui il Nebbiolo si può definire autoctono puro in quanto al di fuori della sua zona di origine non riesce ad esprimersi al meglio delle sue potenzialità.

I vini prodotti con uva Nebbiolo

I vini prodotti con uva Nebbiolo sono generalmente caratterizzati da una trasparenza moderata e da colori piuttosto brillanti. Trasparenze più ridotte sono comunque possibili nel Nebbiolo, un risultato che necessita tuttavia di pratiche viticolturali ed enologiche di alta qualità, con rese in vigneto piuttosto contenute. Il colore è generalmente molto brillante, presentando già in gioventù evidenti tonalità rosso rubino. Dopo alcuni anni di affinamento la sfumatura comincia a mostrare tonalità rosso granato e, talvolta, rosso arancio.

Questa qualità potrebbe fare pensare a una maturazione molto rapida del vino, tuttavia la longevità del Nebbiolo - grazie all'alto contenuto di tannini, acidità e alcol - è molto lunga, spesso per decine di anni. Al naso sono sempre generosi e regalano piacevoli profumi di fiori e frutta, inoltre, grazie ai lunghi periodi di maturazione in legno, sensazioni terziarie piuttosto complesse. La scelta della botte in favore della più moderna barrique, consente inoltre al vino di maturare proficuamente senza coprire eccessivamente le qualità aromatiche

del vitigno.Gli aromi di apertura sono generalmente ciliegia, prugna e violetta. Fra gli altri aromi di frutta si ricordano lampone, amarena, mora, mirtillo e fragola, mentre per quelli floreali, i più frequenti sono rosa e geranio. La maturazione in legno conferisce aromi terziari, dei quali i più frequenti sono vaniglia, cioccolato, cacao, liquirizia, cannella e tabacco. In questo vino si possono inoltre incontrare aromi di erbe aromatiche come timo e rosmarino, oltre al piacevole aroma balsamico di mentolo. Il Nebbiolo non è un'uva

semplice e anche all'assaggio mostra la sua spiccata personalità e complessità. La sua evidente acidità, unita a un' altrettanto evidente astringenza, sono qualità che raramente si incontrano nei vini rossi. I vini prodotti con Nebbiolo possiedono inoltre quantità di alcol piuttosto elevati una caratteristica spesso utile a bilanciare sia l'acidità sia l' astringenza dei tannini. Anche la maturazione in legno, oltre a consentire un opportuno sviluppo del vino, è utile all'equilibrio delle qualità organolettiche “dure” conferendo morbidezza e rotondità

Il Barolo

Non esiste un vitigno Barolo ma un vitigno nebbiolo.
La zona del Barolo si trova sulle dolci colline del Piemonte. I vigneti e le cantine sono famosi da tempo per la produzione alcuni fra i migliori vini rossi Italiani, principalmente dal vitigno marchio della regione, il Nebbiolo da cui il fragrante, tannico Barolo così riverito che fu uno dei primi tre vini premiati con lo status di DOCG quando la classificazione fu introdotta nel luglio 1980. Il suolo e il microclima variano lievemente tra questi comuni creando sottili differenze fra i vini prodotti dai diversi vigneti ( sebbene bisogna ricordare che l'abilità e le preferenze di ogni produttore hanno una significativa influenza su queste differenze ). La specificità dei caratteri organolettici derivante dalla vinificazione in purezza di un singolo cru o sottozona è una valenza qualitativa insostituibile: ogni comune della zona del barolo ha i suoi che sono sempre ben evidenziati sulle etichette.

La zona del Barolo

A Castiglione Falletto, Serralunga e Monforte i vigneti sono piantati in un terreno meno compatto e fertile, Elveziano, che include sia arenaria che calcare. Questo porta a vini dal colore mattonato, più intensi, con una maggiore struttura e che richiedono un maggiore tempo di invecchiamento. A Serralunga Vigna Rionda, Gabutti….. a Monforte troviamo il Bussia e ancora Ginestre, Santo Stefano di Perno… In generale vini ricchi di gradazione alcolica, di sostanze estrattive, di elevata struttura, di colore, pieni, rotondi, robusti e di ottima longevità sia in botte che in bottiglia.

In La Morra e Barolo il suolo contiene un'alta concentrazione di calcare – ricche marne tortoniane. I Baroli dallo stile più aromatico e fruttato arrivano da questo tipo di suolo. La Morra è considerata per la produzione dei più profumati ed eleganti Barolo, mentre quelli da Barolo tendono ad essere un po' più complessi e con un'ampia struttura. (COPYRIGHT, WINE SEARCHER. COM) - A Barolo abbiamo i Cannubi con profumi e struttura ai massimi livelli, viene considerato il cuore del Barolo in quanto è stata ritrovata un etichetta risalente al 1751. A La Morra famosi sono Cerequio, Brunate, Rocche e Monfalletto con profumi invidiabili per finezza ed eleganza inimitabili.

Affascinante è il paese di La Morra, che domina fra una successione di morbide colline vitate, mentre uscendo dal paese tra i declivi, tra una suggestiva cornice di colori e profumi si arriva a Rivalta. Dario si sta dando da fare per rendere famoso anche il suo San Giacomo: generalmente si apre con una girandola di profumi intriganti in cui si mescolano fiori e frutti rossi, note di corteccia e di tabacco dolce. All’assaggio è pieno, concreto, con un tannino scandito, apre e chiude in una bocca avvolgente di frutta matura. Di corpo, freschezza e sapidità si rincorrono su una lunga persistenza.

Note di Degustazione

IIl Barolo è un vino tutto particolare, non solo per i profumi e per i sapori percepiti. Più l’assaggi, più ti senti coinvolto, vuoi conoscerlo in tutti i suoi aspetti, cerchi sempre di scoprire e approfondire i suoi contorni e i suoi dintorni. Poco alla volta ti rendi conto che è un vino unico. ( Lorenzo Tablino)

Questo è il “goudron” …sentite la strada asfalta con il catrame caldo ?

Liquirizia nera, ricordate i “bottoni da prete” oppure violetta…solo questo è il barolo vecchio.

...rosa, cannella, viola, menta

TANNINI….Il Barolo sarà sempre tannico, è la sua impronta. Ma perché nessuno sopporta i tannini nei Baroli ? Il Barolo è semplicemente il Barolo, non può, non deve assomigliare ad altri vini, non può essere sempre perfettamente rotondo e armonico, con colori rubino violacei……( il disciplinare dice color granato).

Guardate il colore, sembrano riflessi senape.

Persistente con ricordi di more e viola.

Adispetto delle differenze fra i vini provenienti da questi vari terroir, tutti contengono la chiave della qualità che definisce lo stile classico del Barolo: il famoso aroma di catrame e rose, un brillante color rubino ( che sbiadisce in granato con l’invecchiamento ), tannini fermi, elevata acidità e relativamente alta concentrazione alcolica.

Ivini prodotti con uva Nebbiolo sono generalmente caratterizzati da una trasparenza moderata e da colori piuttosto brillanti. Trasparenze più ridotte sono comunque possibili nel Nebbiolo, un risultato che necessita tuttavia di pratiche viticolturali ed enologiche di alta qualità, con rese in vigneto piuttosto contenute. Il colore è generalmente molto brillante, presentando già in gioventù evidenti tonalità rosso rubino.

Dopo alcuni anni di affinamento la sfumatura comincia a mostrare tonalità rosso granato e, talvolta, rosso arancio. Questa qualità potrebbe fare pensare a una maturazione molto rapida del vino, tuttavia la longevità del Nebbiolo - grazie all'alto contenuto di tannini, acidità e alcol - è molto lunga, spesso per decine di anni.

Al naso sono sempre generosi e regalano piacevoli e intensi profumi di fiori e frutta, inoltre, grazie ai lunghi periodi di maturazione in legno, sensazioni terziarie piuttosto complesse. La scelta tradizionale della botte in favore della più moderna barrique, consente inoltre al vino di maturare proficuamente senza coprire eccessivamente le qualità aromatiche del vitigno.

Gli aromi di apertura sono generalmente ciliegia, prugna e violetta. Fra gli altri aromi di frutta si ricordano lampone, amarena, mora, mirtillo e fragola, mentre per quelli floreali, i più frequenti sono rosa e geranio.

La maturazione in legno conferisce aromi terziari, dei quali i più frequenti sono vaniglia, cioccolato, cacao, liquirizia, cannella e tabacco. In questo vino si possono inoltre incontrare aromi di erbe aromatiche come timo e rosmarino, oltre al piacevole aroma balsamico di mentolo.

Il Nebbiolo non è un'uva semplice e anche all'assaggio mostra la sua spiccata personalità e complessità. La sua evidente acidità, unita a un' altrettanto evidente astringenza, sono qualità che raramente si incontrano nei vini rossi. I vini prodotti con Nebbiolo possiedono inoltre quantità di alcol piuttosto elevati una caratteristica spesso utile a bilanciare sia l'acidità sia l' astringenza dei tannini. Anche la maturazione in legno, oltre a consentire un opportuno sviluppo del vino, è utile all'equilibrio delle qualità organolettiche “dure” conferendo morbidezza e rotondità.

Come si arriva al vino Barolo partendo dall'uva Nebbiolo

Il Barolo, per diventare tale, deve seguire uno specifico procedimento di vinificazione e invecchiamento. I vigneti devono essere impiantati in specifiche aree, le migliori esposizioni, non negli avvallamenti. Criterio di scelta: il buon senso dei produttori e accurati controlli da parte degli organi governativi competenti. Dopo la pigiatura e la fermentazione il vino deve aspettare tre anni prima di poter essere venduto; di questo tempo minimo 18 mesi devono obbligatoriamente essere in fusti di legno. Dopodichè può essere imbottigliato e, ottenuta una ulteriore certificazione- DOCG Denominazione di Origine Controllata e garantita- può essere messo in commercio. Se si prolunga ulteriormente l’invecchiamento fino a 5 anni si può aggiungere la menzione "riserva".

Langhe Nebbiolo

Il Langhe è una denominazione di tipo territoriale e trae la sua giustificazione da quella saggia pratica tradizionale che porta i viticoltori a selezionare nel vigneto la produzione a seconda della qualità dell’uva. Un vigneto di Nebbiolo, qualora non venga destinato alla produzione del Barolo, viene vendemmiato separando le uve destinate a produrre Langhe Nebbiolo. Grazie alla sua elevata qualità il Langhe, da denominazione di ricaduta, ha saputo ritagliarsi, nel corso degli anni, degli spazi molto importanti nel mercato mondiale La DOC Langhe nasce nel 1994 con l’intento di unire il territorio. Il disciplinare di produzione prevede che un vino, per poter fregiarsi della D.O.C. Langhe Nebbiolo debba essere almeno l' 85 % di uva Nebbiolo e il restante 15 % di uve rosse provenienti dalla zona di denominazione. E' discrezione del produttore la scelta dell'uso del Nebbiolo in purezza. Per spiegare più facilmente cosa sia il Langhe Nebbiolo possiamo semplicemente dire : - è il fratello minore del Barolo – Stesso vitigno, stesso suolo, stesso microclima. Ma allora cosa c'è di diverso ? L'invecchiamento, solo l'invecchiamento: non ci sono obblighi, come per il Barolo, di un invecchiamento minimo e di utilizzo di botti di legno. Il Langhe Nebbiolo riserva spesso piacevoli sorprese, tanto da fare nascere il sospetto se quello che si sta degustando sia proprio un Langhe Nebbiolo oppure un Barolo.